Mamma, la crisi
Ieri il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, ha incontrato il presidente del Consiglio, Mario Monti, e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il vertice intergovernativo, durante il quale Monti ha ribadito che l’Italia punta a una “piena integrazione” della Turchia nell’Ue, si è concentrato sulla collaborazione economica tra i due paesi. D’altronde Ankara da tempo si presenta come una rampante economia, capace di costituire una cerniera tra Europa e medio oriente.
23 AGO 20

Ieri il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, ha incontrato il presidente del Consiglio, Mario Monti, e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il vertice intergovernativo, durante il quale Monti ha ribadito che l’Italia punta a una “piena integrazione” della Turchia nell’Ue, si è concentrato sulla collaborazione economica tra i due paesi. D’altronde Ankara da tempo si presenta come una rampante economia, capace di costituire una cerniera tra Europa e medio oriente. E’ stata spesso definita la “Cina d’Europa”, un paese in espansione, anche se con la Cina ha poco in comune.
I dati macroeconomici in arrivo da Ankara, infatti, consigliano maggiore prudenza nelle previsioni. Sotto i colpi della crisi economica, il pil turco scenderà dalle vette del 10 per cento al 3,5 per cento nel 2012, secondo le previsioni dell’Economist. Il paese si trova a fare i conti, oltre che con un tasso di disoccupazione arrivato al 9,1 alla fine del 2011, con un enorme deficit della bilancia delle partite correnti che solo l’anno scorso era pari al 10 per cento del pil e, seppure oggi sia in calo, il problema resta sostanziale. Soprattutto per via degli alti costi della bolletta energetica che potrebbe arrivare, secondo stime governative, a 50 miliardi di euro dai 41 di un anno fa. Segnali di rallentamento dell’attività economica si intravvedono nei dati più recenti: in aprile le esportazioni sono calate del 2,9 per cento anno su anno, dopo un aumento nei primi mesi del 2012. Una frenata che non sarebbe del tutto negativa: potrebbe se non altro calmierare gli effetti pesanti di un’inflazione arrivata l’anno scorso al 10,4 per cento. Ad maiora Erdogan.